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| 31 ago 2023 | 06:01

Orsi in Trentino? "O morti o detenuti".  Dall'orsetto M89 rinchiuso all'orsa JJ4 dimenticata al Casteller. Brambilla: "Dalla Pat zero trasparenza" e la Lav è "pronta a nuove azioni legali"

La Provincia di Trento, spiega la Lav, “ha perso un'altra occasione per valorizzare la presenza degli orsi sul territorio avviando un percorso sperimentale di reintroduzione in natura di un cucciolo". Sulla situazione di JJ4 ancora nessuna risposta dalla Pat  alle istanze di trasferimento: "Pronti a nuove azioni legali" spiega dalla Lega Anti Vivisezione. Dura la presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente Michela Brambilla: "La trasparenza sulla sorte di tutti questi animali, appartenenti ad una specie protetta da norme nazionali e internazionali, è evidentemente l’ultimo assillo del presidente della Provincia"

Orsi in Trentino? "O morti o detenuti"

TRENTO. Poteva essere liberato al 100% ma la Provincia ha deciso di tenerlo in gabbia. L'orsetto che venne salvato a ridosso della vicenda Papi mentre Fugatti prometteva di eliminare almeno 70 orsi, ha il destino segnato. L'ordine di Fugatti è stato solo uno: quell'orsetto non può tornare nel bosco.

 

“E' chiaramente una scelta politica e di propaganda pre-elettorale” è il commento che arriva da Massimo Vitturi, responsabile nazionale della Lav, Animali Selvatici, a commento dell'articolo uscito nelle scorse ore su il Dolomiti (QUI L'ARTICOLO). “Se Fugatti – spiega Vitturi – avesse messo in libertà questo orsetto avrebbe chiaramente smentito se stesso e la sue uscite riguardanti la diminuzione degli orsi in Trentino che sono, fra l'altro, già state smentite dalla scienza ma nello specifico anche dall'Ispra che ha messo in risalto il rischio di aprire ad una pericolosa prospettiva di estinzioni degli orsi sul territorio”.

 

L'orsetto M89 si trova oggi nel parco faunistico “Belpark” di Spormaggiore. Pesa più di 30 chili, è in buona salute e, considerato che resterà in cattività, viene spiegato dai responsabili “sono aumentati anche i contatti con gli esseri umani”, nella fattispecie con il personale specializzato che opera all’interno del parco.

 

La Provincia di Trento, spiega ancora la Lav, “ha perso un'altra occasione per valorizzare la presenza degli orsi sul territorio avviando un percorso sperimentale di reintroduzione in natura di un cucciolo che poteva essere rilasciato con tutte le attenzioni, con il radiocollare, per poter essere seguito. Avrebbe potuto dare un contribuito scientifico alla comunità internazionale sulla possibilità di recupero di un cucciolo di orso abbandonato o che ha perso la mamma”. Per Massimo Vitturi si tratta dell'ennesima decisione presa da Maurizio Fugatti che “conferma la sua deriva di assoluta e totale incompetenza sulla questione orsi, lasciandosi sfuggire anche occasioni come questa”.

 

Sulla vicenda è intervenuta anche Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente e dell'Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali, “O morti o detenuti. Sembra proprio che il presidente della Provincia di Trento accetti gli orsi solo così" spiega. "Oltre a M49 e JJ4 chiusi al Casteller, l’ultima in attesa di giudizio, ha di fatto decretato il '41-bis' all’orsetto M89" prosegue Brambilla.

 

L'orsetto è stato recuperato e nel corso degli ultimi mesi era stato pazientemente preparato alla vita selvatica da specialisti che hanno ridotto al minimo il contatto con gli esseri umani. "Ma la liberazione non è arrivata - spiega Michela Brambilla -  e l’orsetto sarebbe finito addirittura in gabbia. Se le condizioni di salute e di sviluppo lo consentono e se l’operazione ricongiungimento è fattibile da ogni punto di vista, senza pericolo per M89, non c’è ragione di prolungare la cattività del piccolo orso oltre lo stretto necessario".

 

Sarebbe grave, invece, spiega la presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente "se la prigionia del cucciolo fosse dovuta soltanto al desiderio di togliere preventivamente dalla circolazione un animale in potenza 'confidente' o 'problematico' o semplicemente 'un orso in più', quando se ne vorrebbero settanta di meno”.

 

L'ATTESA PER L'ORSA JJ4

Che fine ha fatto JJ4? Come sono le sue condizioni di salute? L'orsa che ha ucciso Andrea Papi si trova al Casteller ma le ultime notizie sulla sua situazione sembrano ormai risalire a giugno.

 

Per capire il suo destino si dovrà attendere l'udienza al Tar di dicembre intanto però non si fermano le richieste delle associazioni animaliste alla Pat per avviare il procedimento di trasferimento.

 

L'Autorità governativa rumena "Accademia Romena Commissione per la protezione dei monumenti naturali" (Cmn), autorità scientifica della Commissione Cites rumena, ha rilasciato l'autorizzazione al trasferimento dell'orsa al Libearty Bear Sanctuary di Zarnesti. Deve però essere la Pat a dare il via libera definitivo. Cosa che fino ad oggi non è avvenuta.

 

“L'orsa Jj4 non è più in condizioni di creare alcun problema – spiega Vitturi a il Dolomiti - nonostante le numerose istanze mandate alla Pat perché si avvii il procedimento di trasferimento di Jj4, con la richiesta anche che si faccia l'inoculazione dell'antirabbica per dare poi il tempo di successive analisi, non abbiamo avuto alcuna risposta”. L'ultima istanza è stata spedita ad inizio agosto. “Fugatti sottolinea la sua arroganza davanti alle legittime richieste di chi ha portato alla sospensione di quell'abbattimento per l'esistenza di una soluzione alternativa. Noi ora attenderemo che scadano i termini per avere una risposta ma poi intraprenderemo ulteriori azioni giudiziarie” conclude la Lav.

 

"In effetti, alle categorie 'confidente' e 'problematico' che Fugatti ben conosce, bisognerebbe aggiungere la categoria 'orsi dimenticati" rincara la dose l'onorevole Michela Brambilla. "M49, ormai 'sepolto vivo' al Casteller per essere scappato due volte, la stessa JJ4, avanti con gli anni, di cui non sappiamo nulla e che rischia di morire da 'detenuta in attesa di giudizio' perché la Provincia non vuole trasferirla, gli orsi trovati morti nei boschi di cui non sono mai state rese note, a parte il caso del 'ricercato' M62, né l’identità né le cause del decesso, nonostante i casi precedenti di avvelenamento e il rischio evidente, per il clima di tensione alimentato ad arte, di atti di bracconaggio. La trasparenza sulla sorte di tutti questi animali, appartenenti ad una specie protetta da norme nazionali e internazionali, è evidentemente l’ultimo assillo del presidente della Provincia” conclude Michela Brambilla.

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